Patrick Bombardelli

Sin da piccolo ho sempre amato lo sport e in tv non mi perdevo una manifestazione di atletica, nuoto, ciclismo a morire, d’estate passavo i pomeriggi tra la spiaggia e il tour de france, il mio idolo era Marco Pantani.

Alle elementari alternavo arti marziali e PatrickBombardellipianoforte come hobbie ma dalle medie in poi ho giocato 7/8 anni a basket nella Virtus Riva fino ad arrivare alla squadra juniores della G.S. Riva Garda Cartiere, al tempo in B1, il basket mi ha insegnato cosa significa la costanza negli allenamenti e il rispetto per la squadra e degli allenatori, staff ecc..

Dopo le superiori ho smesso con qualsiasi sport a parte qualche sporadico periodo in palestra mai con una vera continuità, fino al 2010, a 27 anni, quando mio padre mi propose un giro sulla collina qui a fianco a casa con le nostre vecchie MTB e l’episodio chiave fu che dopo esattamente un km di salita mi dovetti fermare in piena crisi. Li è stata però la svolta perchè non mi sono più fermato, a dicembre ci siamo regalati delle bici nuove e con papà ci siamo fatti i primi giri in MTB. Nella mia testa però ho sempre amato la bici da corsa e a Marzo 2012 me la sono presa… pochi mesi dopo, a giugno ero già in sella con il pettorale agganciato per la mia prima emozionante granfondo, la Eddy Merckx! Mi ero innamorato dell’odore di canfora e dal rumore della strada e pensavo che da li in poi avessi fatto solo quello. Ma mi sbagliavo, dopo qualche mese i miei amici mi propongono di preparare la mezza maratona di Riva e accettai, con la corsa il rapporto però non era così idilliaco e anche le mie prestazioni erano realmente mediocri… però ormai sapevo anche correre… e dalla mia testa è nata l’idea della triplice, a giugno 2013 avrei fatto il mio primo Triathlon, sua maestà Bardolino. Verso febbraio iniziai a nuoticchiare in vasca con qualche difficoltà, dopo 20 minuti ero subito stanco e fare 1500m mi sembrava un impresa. A giugno però mi sentivo pronto e tra un nuoto lento, una buona bici e una corsa peina di crampi arrivai al traguardo di Bardolino con una consapevolezza, avevo trovato il mio sport.Patrick Mallorca 3

A settembre feci una seconda esperienza a Lavarone in uno sprint MTB, dove soffrii veramente tanto ma dal 2014 avevo intenzione di fare le cose per bene.

Nell’inverno conobbi Riccardo Oliari e gli chiesi di prepararmi per il 70.3 di Maiorca che si teneva a maggio, Riccardo mi ha insegnato molti segreto e per un anno e mezzo è stato fondamentale nella mia crescita sportiva. Il traguardo di Maiorca è stata una delle emozioni più grandi della mia vita e li decisi che avrei voluto concludere anche l’impresa più grande, l’Ironman.

Nel 2015 l’obiettivo era chiaro, finire la distanza regina, dopo i primi mesi di preparazione andando a lavorare contro i miei limiti legati alle distanze a piedi e in bici da luglio per l’ultima parte della preparazione sono stato seguito da Alessandro Degasperi, che con la sua calma estrema mi ha ribaltato come un calzino e preparato a dovere per quella gara magica del 26/9/2015, dove lui è salito sul podio e io ho coronato un sogno, finire l’Ironman Mallorca!

Negli anni mi sono scoperto un buon nuotatore e quindi il focus per il 2016 era diventare “bravo” negli sprint e negli olimpici senza comunque lasciare totalmente stare le lunghe distanze con i 70.3.

Chiaramente ogni volta che indosso il body in gare divento competitivo al massimo, ma alla base di quello che faccio ormai da 3 anni c’è tanta passione e tanto divertimento, e in Doloteam ho trovato l’ambiente ideale per vivere al meglio questa disciplina!

 

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