Barbara: “Chi lo dice che a 41 anni si è troppo vecchi per il Triathlon?”

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“Ho praticato nuoto, atletica, pallavolo, ginnastica artistica, sci da discesa e persino snowboard, MTB e alpinismo. In quasi tutte queste discipline ho anche gareggiato, per divertimento e talvolta sfidando me stessa. Poi, un giorno di quasi vent’anni fa, alla fine di giugno del 1999, a pochi giorni dalla nascita del mio primo figlio, successe qualcosa di inimmaginabile per me. Andai a vedere una gara di triathlon olimpico di un amico, a Lavarone. Quel giorno nacque un’amore. Ho seguito quella gara con un’emozione indescrivibile, correndo tra una frazione e l’altra per non perdermi nulla, col rischio di partorire lì. Da quel momento ho avuto un sogno nel cassetto e sono trascorsi alcuni anni prima che io mi cimentassi nella mia prima esperienza, il triathlon sprint off road di Tenno nel 2009. Un delirio di eccitazione e divertimento. Nel 2010 cominciò la mia prima stagione di triathlon olimpico e XTERRA, l’anno successivo poi, mi avvicinai alle distanze lunghe. A quel punto però era necessario avere una guida e Alberto Bucci era perfetto. Ha cambiato tante cose nel mio modo di allenarmi, ma la cosa bella è che mi diverto sempre di più e allo stesso tempo miglioro. Con lui ho potuto concludere l’Ironman di Lanzarote al quale mai mi sarei aspettata nemmeno di potermi iscrivere. Con Alberto si è instaurato un bel rapporto fatto di fiducia e stima, con lui e tutta la squadra, ci alleniamo divertendoci quando ci sono i collegiali di una giornata o anche più giorni, che oltre ad essere bei momenti di aggregazione per la squadra, rappresentano delle preziose occasioni per poter migliorare a nuoto, in bici e a piedi. Il modo di affrontare gli allenamenti e di vivere il mondo dell’endurance con Alberto, mi ha permesso non solo di capire meglio il mondo Ironman ma anche di affinare le mie competenze di coaching psicologico per aiutare gli atleti a raggiungere i propri obiettivi. E pensare che sono solo all’inizio di questa bellissima avventura chiamata triathlon e mi sento una ragazzina!”

 

 

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